7 commenti on SABATO 22 MARZO: PER UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE DI MONTAGNA

  1. Giuliana

    Salve. Sono del Comelico dove vivo con mia figlia di 7 anni, aihmè non uso il treno da anni ma se potessi lo farei volentieri. Credo sia un mezzo straordinario per vari motivi, in Svizzera hanno potenziato il sistema ferroviario e ne sono fieri funziona benissimo eppure la Svizzera non è diversa come territorio dal nostro. Le auto inquinano l’aria, mantenere un auto costa tantissimo inoltre socializzare usando l’auto diventa un optional. I nostri piccoli paesi stanno morendo a causa di queste politiche distruttive per il nostro territorio. Sabato 22 io ci sarò con mia figlia. Forza diamoci da fare

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  4. Buongiorno,

    a nome della Piattaforma Pro Pusteria (propustertal.wordpress.it) vorrei mandare un saluto alla vostra manifestazione di sabato ed esprimervi la nostra solidarietà.

    Una moderna ferrovia regionale è un’infrastruttura fondamentale per una valle alpina. Le nostre due ferrovie una volta erano collegate dalla Dobbiaco-Calalzo e anni fa “condividevano” ancora il treno notturno da e per Roma con carrozze per S. Candido e Calalzo. Anche la Fortezza-S. Candido era considerata un ramo secco sul quale non investire, ma soprattutto la riapertura della linea Merano-Malles nel 2005 ha cambiato le prospettive e permesso che si investisse anche sugli altri tratti provinciali. Riapertura che, ricordiamo, fu concessa dalla Giunta provinciale a malavoglia, dopo anni di insistenti pressioni da parte di ambientalisti ed amministrazioni locali, poiché nessuno dei responsabili credeva in un successo. Che invece c’è stato, oltre ogni aspettativa.

    L’impegno è servito, insomma, oggi in Pusteria abbiamo stazioni rinnovate e nuovi treni ogni mezz’ora e anche il turismo adesso sta scoprendo l’importanza della nostra ferrovia. Fino ad arrivare però ad una mobilità veramente sostenibile ed abbandonare le opere stradali che non risolvono problemi ma ne creano di nuovi, ci vorrà ancora tanta strada. E fa bene sapere che anche oltre i confini regionali e nazionali c’è chi la pensa allo stesso modo e si sta impegnando per gli stessi obiettivi.

    Cordiali saluti,
    Hanspeter Niederkofler, Brunico

  5. PIEVE DI CADORE
    Con quali treni arriveranno gli ospiti della XVI Settimana dell’escursionismo del Club Alpino Italiano, se il servizio sulla linea Calalzo Ponte Nelle Alpi riprenderà solo alla fine di luglio, quando tutto sarà passato? La Settimana Nazionale dell’Escursionismo che si terrà in Cadore e Cortina dal 26 giugno al 6 luglio, si sta velocemente avvicinando. Le sezioni del CAI sono sul sentiero di guerra, e tutto sembra pronto ed organizzato a puntino. La gran parte degli escursionisti – ne sono previsti oltre 1.500, arriverà senz’altro con i mezzi propri e per loro ci sono pochi problemi. “Una parte consistente, specialmente chi arriva dalle isole e comunque da lontano, arriverà in treno, spiega il consigliere comunale di Pieve Maurizio Bergamo, quale treno, se la riattivazione della linea Ponte Nelle Alpi Calalzo è prevista non prima del 31 luglio? Non certamente con i pullman sostitutivi che sono pochi e non sempre ci sono. Il problema è piuttosto grave, aggiunge, perché ancora una volta la montagna rischia di rendere inutile tutta la fatica che stanno facendo gli organizzatori (sezioni del CAI, enti pubblici e privati, associazioni culturali, ecc.) per fornire una immagine ideale delle Dolomiti Cadorine e Ampezzane e dimostrare che i servizi esistenti funzionano”. Bergamo, che è stato incaricato dal Sindaco di Pieve di seguire i problemi ferroviari, non è però il solo ad essere preoccupato. “In questi giorni, afferma Luis Bertagnin, cameramen della RAI che lavora a Venezia, correndo sulla Statale di Alemagna che corre parallela alla linea ferroviaria, mi sarei aspettato di vedere dei cantieri aperti, con gli operai intenti a riparare i danni alla linea provocati dall’inverno. Invece, l’unico mezzo che ho visto sui binari è uno dei carrelli gialli utlizzati per la piccola manutenzione. Non è che l’amministrazione ferroviaria ci sta prendendo un’altra volta in giro? Nel 1979, ero appena un ragazzo, il Cadore e il Bellunese si sono mobilitati, sono scesi a Venezia in oltre 7000 ed hanno ottenuto la riapertura della linea ferroviaria chiusa – come quest’anno e con le stesse motivazioni- dal febbraio 1978. Dovremo ritornare a Venezia?”

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