5 commenti on UNA NUOVA MOBILITÀ PER UN RILANCIO ECONOMICO E SOCIALE PER LA CITTÀ DI BELLUNO

  1. Valerio Tabacchi

    Ottimo, è nata una petizione per combattere il titolo sbagliato di un giornale. E’ stato smentito in tutte le maniere sulla stampa, in tv, sui social e pure in consiglio comunale.

    • È parecchio deprimente che si riduca al breve volgere di una polemica su presunte iniziative estemporanee (che pure da qualche parte saranno state evocate prima di finire sui giornali…) la proposta articolata di fare tutti insieme un ragionamento sulle potenzialità innovative di una diversa politica della mobilità, cioè della fruibilità del centro cittadino.
      Verrebbe da concludere delle due, l’una: o ci si è limitati a leggere le prime tre righe della petizione ed è scattato il riflesso condizionato (in tal caso attendo comprensivo e fiducioso che si concluda la lettura) oppure si ritiene di scarso interesse il tema della petizione (che non è piazza Duomo…).
      Capisco che il tema, nella prospettiva suggerita dalla petizione, possa anche spaventare il decisore pubblico, data l’enorme mole di lavoro richiesta da un grande progetto in questa importante materia.
      Capisco anche che spesso l’immobilismo su questioni cruciali (vedi appunto i venti-trent’anni di nulla sulla mobilità sostenibile a Belluno) è legato alle difficoltà delle amministrazioni chiamata a “gestire” i rapporti con correnti di pensiero e di interessi talvolta contrapposti.
      Tuttavia, credo sia un diritto dei cittadini, dunque anche dei bellunesi, esigere dalle loro classi dirigenti qualche visione “forte” e qualche scatto di innovazione verso il futuro, specie in periodi di crisi e decadenza.
      La disponibilità all’ascolto, poi, mi sembra davvero il minimo sindacale. Se poi ci fosse pure un po’ di umiltà, meglio ancora. Si potrebbe così scoprire che talvolta anche dietro una banale petizione che non si accontenta delle smentite, ci sono una diffusa disponibilità a lavorare per il “bene comune” e magari anche qualche competenza specifica con cui confrontarsi.

  2. Valerio Tabacchi

    Sig. Sovilla, è alquanto particolare il suo tentantivo di aprire un confronto con l’amministrazione comunale. Di certo avremmo ascoltato volentieri le sue proposte, visto che l’intento del nostro lavoro è stato, sin dal primo giorno, quello di ripensare la mobilità del centro storico per rendere il centro cittadino più vivibile per i cittadini e più accoglienti per i turisti che vogliamo attrarre. Le delibere di giunta sinora assunte e le iniziative intraprese vanno tutte in questa direzione. Invece ci troviamo di fronte una petizione lanciata sullo spunto di un’iniziativa che questa giunta non ha mai discusso e che ha smentito pubblicamente. Tutto l’assunto della petizione si basa su questo, è del tutto inutile che tenti di cambiare le carte in tavola. Cito “I sottoscrittori di questa petizione chiedono alla giunta comunale di Belluno di cancellare ogni ipotesi di trasformazione di altri spazi di piazza Duomo in parcheggi e contestualmente di avviare un serio confronto con la cittadinanza per ripensare l’assetto urbano della mobilità, secondo premesse di innovazione, vivibilità e competitività economica e turistica”. Pertanto ribadisco che siamo disponibili ad aprire un confronto sul tema mobilità urbana, se invece il suo intento è semplicemente quello di fare polemica additando situazioni inesistenti (correnti di pensiero contrarie, interessi contrapposti, indisponibilità all’ascolto, immobilismo) continui pure con le petizioni online.

    • Assessore Tabacchi, mi corre l’obbligo di farle cortesemente rilevare che la sua replica “Ottimo, è nata una petizione per combattere il titolo sbagliato di un giornale” non mi pare, purtroppo, la premessa migliore per cogliere il senso di un’iniziativa nata da un gruppo di persone, sia cittadini del capoluogo sia dei dintorni, che suggeriscono alcune linee di ragionamento all’amministrazione pubblica. Perciò trovo pure piuttosto sgradevole e fuorviante che lei la metta sul personale, evocando “polemiche” che io (proprio io? nemmeno ci conosciamo…) vorrei sollevare per chi sa quale oscura ragione. Non capisco. Ma tant’è.
      Ma non vedo, soprattutto, che cosa ci sia di così spaventoso o irriguardoso o minaccioso in una semplice petizione popolare, che dà la massima trasparenza e cerca la massima partecipazione alla riflessione su un tema così rilevante.
      Non mi pronuncio sul tono delle sue parole, che in fatto di rispetto e disponibilità all’ascolto temo si commenti da sé; mi limito a osservare che allo stato attuale non si notano affatto, nella città di Belluno, i risultati dell’annunciato proposito “di ripensare la mobilità del centro storico per rendere il centro cittadino più vivibile per i cittadini e più accoglienti per i turisti che vogliamo attrarre”.
      La petizione “Belluno che vive” nasce appunto per favorire e arricchire questo proposito, perciò è un po’ singolare che venga vista con tale disappunto dall’amministrazione comunale: mi faccia capire, si rifiuta – fra l’altro con quel tono – l’aiuto a perseguire un proprio obiettivo? Ma che cosa le dà fastidio di una mobilitazione popolare che supporta, a quanto pare, una visione che è anche della sua giunta municipale?
      La questione piazza Duomo (dove peraltro il grave problema delle auto, parcheggiate e in transito, esiste già, a prescindere dall’eventuale creazione di nuovi stalli) è stata solamente uno spunto per accelerare i tempi di un’iniziativa da tempo in gestazione.
      Assessore, lasci che la petizione faccia la sua strada; cercheremo di accompagnarla, nel tempo, anche con iniziative popolari di carattere scientifico, per affrontare i temi appena accennati in quel testo. Certo, sarebbe stato molto bello che negli ultimi vent’anni il Comune capoluogo – magari coordinandosi con altri enti, la Provincia e i territori confinanti – avesse prodotto qualche progetto sulla sostenibilità urbana e sulla mobilità cittadina e di macroarea. O forse gli anni passati pressoché invano sono trenta? Non ricordo, di certo io stesso partecipai a varie iniziative sulla qualità urbana a Belluno: eravamo nella seconda metà degli anni Ottanta del Novecento e credo che il sindaco fosse Giovanni Crema… Ahi, come passa il tempo. Si invecchia e non cambia (quasi) nulla.
      E lei viene a dirmi se nel 2013 io intenda fare polemica? Ma le pare che ci sia qualche ragione per polemizzare? Ma no, siamo cittadini che, malgrado tutto, ci credono ancora, che si propongono di far girare le idee, di estendere la partecipazione, di far dialogare le diversità per ritrovarsi almeno su una visione di “bene comune” (il Comune…).
      Cittadini che hanno persino l’ingenuità di attendersi che chi è temporaneamente investito di una responsabilità istituzionale capisca lo spirito di un invito a mettere in piedi, insieme, per esempio, un percorso per rispondere ai rischi di decadenza con un grande progetto collettivo di innovazione.
      Qui, assessore Tabacchi, purtroppo, il registro della polemica lo ha utilizzato lei. Ma mi resta la speranza che lei ora voglia guardare oltre: per quanto ci riguarda, troverà interlocutori motivati, costruttivi e oserei dire persino competenti.

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